Notte di cacca. Non dormo. Quegli 80 giorni mi hanno tolto il sonno. Ogni più piccola cosa mi fa …bbbruuuummmm… mi fa frullare tutto in testa. Ogni cosa che mi propongono, anche bella…diventa per me una voce di magistrato che riesce a trasformarla in una cosa negativa.
Che notte dimmerda. Mi viene in mente di tutto. Quella stanzina, quella cella… e quei compagnucci di mensa.
Ma forse è stato peggio quando “vostro onore…”. Blahhh. Sveglia. Sveglia. Un po’ d’acqua.
Pensiamo invece al reality. Ho detto di sì, ma sono ancora in tempo a dire di no. Sì…no…sì…forse…no.
Perché dire di no? Sono circondato da genii che sanno tutto di quello che faccio, cosa dico, chi frequento. Mi vedono fare benzina e subito ho un flirt-lite-estorsione col benzinaio. Tutti sanno già come vivo senza neanche sapere dove vivo.
Adesso vi anticipo e vi sputtano tutti. Vi mostro io come vivo, dove vivo e che vivo senza farmi dire da voi come farlo. E in più pagate per vedermi. Questo sì che è il Paradiso.
Ok, e reality sia. Adesso devo raccontarlo ai miei ragazzi d’ufficio. Che diranno? Ah, entro e li guardo e poi con nonchalance: “Ah, a proposito, da domani ci vedono e sentono tutto”. Non è facile. Anche perché all’inizio ci fai caso, poi ti dimentichi…e puoi dire cose che non diresti neanche al tuo avvocato.
Bè…si abitueranno. Io so già come si fa. Quando non dico una cosa arriva la polizia. Quando la dico arrivano le copertine dei giornali. Meglio dirla, va.
Un bicchiere d’acqua. Cucina. Buio. Domani c’ho mio figlio. La madre va a fare un servizio fotografico: “Se no vuoi, c’è tata”. Ma che tata?
Quando sono libero mio figlio me lo tengo io. È l’unica cosa che mi è rimasta e dalla quale non mi aspetto una coltellata. L’unica. Con mia madre. Per il resto…bleah. Amici, donne, colleghi, fans. Tutti lì a cavalcare la mia onda. Poi, appena possono, salgono sul primo surf di passaggio e si inventano un’altra strada. Che dura sempre pochissimo. Chi nasce con me, senza di me non va lontano.
Ho ri-iniziato la mia vita tante di quelle volte che mi sembra di averne più di un cortile di gatti. Sono l’araba fenice, anzi…l’araba felice. Alla facciaccia vostra.
Ahhh…adesso sì che mi sono tolto la sete. Torno a letto. Fin che non ci sono le telecamere. Poi…si vedrà.